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Al Rettorato di Ancona GALEAZZI PARLA DEL SACRO
Si conclude la rassegna “A scuola di filosofia con Giancarlo Galeazzi” con una conversazione dedicata al “sacro” come quarto “fondamentale del pensiero” dopo che, nelle precedenti lezioni che hanno avuto tanto successo, sono stati presi in esame il vero, il bene e il bello. L’incontro, che si terrà venerdì 18 maggio alle ore 17 nell’Aula del Rettorato dell’Università Politecnica delle Marche (piazza Roma, 3 Ancona), sarà incentrato sulle diverse connotazioni del “sacro” nella società secolarizzata e pluralizzata, che, proprio per queste caratteristiche, impone una rilettura della dimensione religiosa. Infatti, come precisa Galeazzi, “stiamo assistendo a una serie di spinte contrastanti: da una parte il boom editoriale della teologia (si pensi al successo delle opere del teologo Vito Mancuso: da L’anima e il suo destino a Io e Dio: quasi duecentomila copie), e dall’altra la nascita di una nuova disciplina filosofica denominata “ateologia” (si pensi al trattato sul tema di Michel Onfray, sottotitolato la fisica della metafisica: oltre duecentomila copie); da una parte il perdurare dell’antitesi di “teismo” e “ateismo”, e dall’altra l’affermarsi di un nuovo dominio concettuale denominato “ana-teismo” (si pensi all’opera omonima di Richard Kearney, sottotitolata: tornare a Dio dopo Dio)”.
Tutto ciò comporta una rinnovata riflessione sul sacro: sulla libertà religiosa come libertà “della” religione e come libertà “dalla” religione (con conseguente reciproco rispetto); sul significato esistenziale del sacro dal punto di vista individuale (il bisogno di assoluto), e sul suo significato identitario dal punto di vista sociale (il bisogno di appartenenza); sulla necessità di confrontare fede e postmodernità (come hanno fatto, tra gli altri, alcuni noti teologi: da Bruno Forte a Piero Coda a Pierangelo Sequeri). Di fronte a una tale situazione, occorre prendere sul serio il sacro, e, al di là delle scelte di ciascuno, misurarsi con esso; a tal fine, secondo Galeazzi, “è da evitare tanto la cassazione del sacro, quanto la patologia del sacro, per ripensare il sacro come uno dei fondamentali da tenere collegato agli altri fondamentali: solo così la verità è ricerca e non dogma, il bene è responsabilità e non feticcio, la bellezza è simbolo e non simulacro, e, appunto, il sacro è fede e non idolatria”.
Al termine della relazione si avrà, come al solito, un libero dibattito, perché una scuola è tale, se è dialogica, e tale carattere è sempre stato peculiare di questa Scuola di filosofia che da sedici anni è promossa dal Comune di Ancona in collaborazione con la sezione dorica della Società filosofica italiana nell’ambito de “Le parole della filosofia”. L’ingresso è libero, fino ad esaurimento dei posti.
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LUNEDI’ 7 MAGGIO
ANNULLATA PER GRAVI PROBLEMI FAMILIARI
MARGHERITA HACK - INFINITO
ore 21.00 | Aula Magna di Ateneo
via Brecce Bianche, Montedago
TORNA MARGHERITA HACK AD ANCONA
INTERROGATIVI SULL’INFINITO
“Le parole della filosofia”, la fortunata rassegna culturale ideata da Giancarlo Galeazzi, che da sedici anni ne è il coordinatore, si arricchisce di un’altra parola: “Infinito”. Se ne parlerà lunedì 7 maggio alle ore 21 nell’aula magna “Guido Bossi” dell’Università Politecnica delle Marche alla Facoltà di Ingegneria.
Protagonista d’eccezione della serata Margherita Hack, il cui ultimo volume s’intitola Il mio infinito, e vi affronta alcune questioni: Dio, la vita e l’universo; tutte “questioni di frontiera”, come suona il titolo della sedicesima edizione de “Le parole della filosofia”. E, in questo caso, all’astrofisica di fama internazionale il compito di presentare le sue riflessioni che intersecano problemi non solo di ricerca scientifica, ma anche di interrogazione esistenziale.
L’incontro con Margherita Hack è molto atteso ad Ancona, dove (ma è così
dappertutto) un vasto pubblico aspetta di poter ascoltare live questa
donna straordinaria, che sa coniugare insieme rigore della ricerca e capacità di
divulgazione, e che, per l’occasione, “racconterà brevemente come si è evoluta
la nostra capacità di leggere il cielo, scoprendo, all’aumentare e raffinarsi
delle conoscenze, quali nuove domande sono emerse e quali vecchie risposte sono
entrate in crisi, ampliando sempre di più le frontiere dell’infinito”.
Dunque, un personaggio, con cui si può essere in accordo o in disaccordo con le
idee che ha sulla vita e sulla religione, ma di cui non si può non apprezzare il
forte spirito critico e libero, che si accompagna a grande schiettezza e
simpatia. Infatti la Hack, nota a livello mondiale per le sue ricerche nel campo
dell’astrofisica, riesce non solo a parlare di scienza, ma anche della sua
esistenza: delle sue scelte, delle sue passioni, delle sue prese di posizioni.
L’incontro pertanto si preannuncia di grande richiamo, e si svolgerà, anziché al Teatro Sperimentale, dove da sempre si tengono gli appuntamenti de “Le parole della filosofia”, nell’Aula Magna d’Ateneo a Monte Dago (con possibilità di parcheggio), per meglio accogliere il tanto pubblico che non mancherà all’appuntamento, il cui inizio è fissato per le ore 21 precise. Gli organizzatori raccomandano la puntualità. L’ingresso è libero.
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Lezione di Galeazzi al Rettorato
LE VIE DELLA BELLEZZA
Dopo il “vero” e il “buono” è la volta del “bello”: prosegue così la presentazione dei “fondamentali del pensiero” che il prof. Giancarlo Galeazzi svolge con successo nella Sala del Rettorato dell’Università Politecnica delle Marche (g. c.) nell’ambito della iniziativa denominata”A scuola di filosofia” che da sedici anni si tiene per iniziativa del Comune di Ancona in collaborazione con la Sezione dorica della Società filosofica italiana. Il prof. Galeazzi ha dedicato al problema una specifica attenzione: sia in riferimento alla Estetica oggi in Italia (così s’intitola un volume da lui curato per la Libreria Editrice Vaticana), sia in riferimento alla filosofia dell’arte secondo Maritain (del quale ha curato l’edizione italiana di alcuni scritti di estetica per l’Editrice La Locusta). L’incontro si terrà venerdì 20 aprile con inizio alle ore 17, e si preannuncia di vivo interesse, in quanto il tema della bellezza riscuote oggi una particolare attenzione da parte dei filosofi (con la metafisica e l’estetica), dei teologi (con la mistica e l’arte sacra) e degli scienziati (con la neuroestetica e l’estetica mediale). Ma non solo gli approcci, anche i paradigmi della bellezza sono molteplici (da quelli classici a quelli moderni, a quelli postmoderni), per cui è di tutta evidenza che si tratta di un tema complesso e ricco non solo di questioni estetiche, ma anche di implicazioni culturali e di ricadute sociali. Ciò -puntualizza il prof. Galeazzi- è particolarmente vero nella nostra società, che potrebbe definirsi “anestetizzata” sia in senso esistenziale, perché portata alla indifferenza; sia in senso etico, perché incline alle brutture; sia in senso artistico, perché propensa al cattivo gusto. D’altro canto, e paradossalmente, si assiste a un processo di “estetizzazione” della società nel senso di un trionfo dell’esteriorità e dell’effimero che si traduce in particolare nel culto della bellezza fisica, diventata un vero e proprio mito del nostro tempo. Per cercare di fuoriuscire da una tale mentalità appare necessaria una inversione di tendenza, che tenga uniti. per quanto distinti, i fondamentali: così la bellezza evita di diventare un “simulacro” per riproporsi come “simbolo” che contribuisce a dare senso alla vita.
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Si preannuncia di particolare interesse il secondo incontro de “Le parole della filosofia”: sarà infatti dedicato alla “moralità”, e a parlarne sarà un protagonista dell’attuale dibattito etico e bioetico, vale a dire il prof. Francesco D’Agostino, ordinario di filosofia del diritto all’Università di Roma Tor Vergata (ma insegna anche in altre università romane: la LUISS, la LUMSA e la PUL), presidente dell’Unione Giuristi Cattolici Italiani, presidente onorario del Comitato nazionale di bioetica, membro della Pontificia Accademia per la Vita, già membro del consiglio scientifico dell’Istituto della Enciclopedia italiana, condirettore della “Rivista internazionale di filosofia del diritto”.
Dato che quest’anno (il sedicesimo de “Le parole della filosofia”) si
vogliono affrontare alcune “Questioni di frontiera”, si può ben dire che “la
questione morale - come sottolinea il prof. Giancarlo Galeazzi, curatore della
rassegna - costituisce luogo privilegiato d’intersezione, perché differenti sono
gli approcci all’etica, che vanno dalla filosofia alla teologia, dal diritto
alla scienza, e differenti sono i paradigmi d etica, in particolare laici e
religiosi. Da qui la necessità di ricercare un ethos condiviso; cosa tanto più
necessaria in quanto la questione morale è oggi tema di particolare evidenza e
urgenza a causa di un diffuso malcostume a livello di morale individuale e
pubblica”.
Per tutto questo l’incontro con un autorevole studioso come D’Agostino può
costituire occasione preziosa per una seria riflessione su un problema che, per
più di una ragione, è di una rinnovata e pressante attualità che tocca da vicino
tutti, chiamando in causa il senso dell’esistenza personale, non meno che il
senso della società democratica.
L’incontro, promosso dall’assessorato alla cultura del Comune di Ancona in collaborazione con la sezione dorica della Società Filosofica Italiana, si svolgerà lunedì 16 aprile alle ore 21 al Teatro Sperimentale di Ancona in via Redipuglia.
L’ingresso è libero fino ad esaurimento dei posti.
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E’ facile constatazione che quello del “bene” costituisca un tema caldo nell’odierno passaggio di civiltà all’insegna di una evidente crisi morale e della morale; a ciò si aggiunge il fatto che molteplici sono gli approcci al problema (filosofico, religioso e, oggi, anche scientifico) e molteplici sono i paradigmi su cui vengono coniugati quegli approcci nella società multietnica (e quindi anche multietica). Risulta quindi attuale e vitale riflettere sul “bene”: lo farà il prof. Giancarlo Galeazzi nell’ambito del ciclo dedicato ai “Fondamentali del pensiero”: si tratta del secondo incontro della Scuola di filosofia (giunta con successo alla sedicesima edizione) che si terrà venerdì 23 marzo dalle ore 17 alle ore 19 nella Sala del Rettorato (g. c.) dell’Università Politecnica delle Marche (piazza Roma, 3 – Ancona).
Dopo il primo affollato incontro sul “vero”, è la volta del “bene”, di cui saranno presi in considerazione alcuni aspetti oggi particolarmente discussi, a partire da alcune distinzioni: tra bene e giustizia (a chi deve andare il primato?) e tra bene personale e bene comune (come renderli compatibili?), per passare ai collegamenti dell’etica per un verso con la scienza e con la tecnica (e il loro sviluppo accelerato), e per altro verso con la politica e con l’economia (e la crisi che stanno attraversando), fino ad arrivare ad alcuni nodi collegati alle nuove dimensioni della vita e che suscitano interrogativi a volte dilemmatici a livello di bioetica e di biogiuridica. Dunque, come osserva Galeazzi, “quella del bene è una problematica che risulta trasversale ai saperi e alle pratiche, e pone al presente domande antiche e inedite, cui occorre dare risposte che siano sempre rispettose della persona: da qui la rivendicazione dell’etica della dignità umana”.
L’ingresso è libero fino ad esaurimento dei posti.
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E’ ormai un appuntamento consolidato il ciclo di conversazioni che da
febbraio a maggio si svolge ad Ancona con un titolo che è un invito: “A scuola
di filosofia con Giancarlo Galeazzi”; sono infatti sedici anni consecutivi che,
nell’ambito della manifestazione denominata “Le parole della filosofia”, si
tengono questi incontri con i quali il prof. Galeazzi intende favorire
l’incontro con la filosofia, nel senso di una riflessione e discussione sui temi
della vita che, grandi o piccoli, vengono sempre riguardati dal punto di vista
filosofico, cioè come esercizi di razionalità e di ragionevolezza. “Quest’anno
saranno presi in considerazione -puntualizza il prof. Galeazzi- quelli che
possiamo chiamare i fondamentali del pensiero, vale a dire il vero,
il buono, il bello e il sacro, che rappresentano per così dire i pilastri
su cui si costruisce l’edificio della esistenza di ciascuno, anche se poi
ciascuno lo costruisce con i propri mattoni e lo abita nei modi propri”.
Il nuovo ciclo di conversazioni, che come sempre è promosso dal Comune di Ancona
in collaborazione con la Società Filosofica Italiana di Ancona, di cui Galeazzi
è presidente, sarà inaugurato venerdì prossimo
24
febbraio
alle ore 17 nella Sala del Rettorato dell’Università
Politecnica delle Marche (g. c.) in piazza Roma ad Ancona, e verterà sul tema
della verità, che attualmente è al centro di un rinnovato dibattito
alimentato dal progresso scientifico e tecnologico, per un verso, e dallo
sviluppo multiculturale e multireligioso dall’altro, per cui siamo chiamati oggi
a misurarci con il relativismo e il fondamentalismo, con il nichilismo e lo
scientismo, e a ricercare modalità inedite attraverso cui rispondere al
desiderio insopprimibile di verità, impegnandoci a coniugarla con la libertà non
meno che con la carità.
L’ingresso è libero, fino ad esaurimento dei posti.
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Riappropriarsi delle parole, per restituire ad esse la loro ricchezza di significati: è, questo, in estrema sintesi l’obiettivo della rassegna denominata “Le parole della filosofia” che, ideata e coordinata da Giancarlo Galeazzi, presidente della Società Filosofica Italiana di Ancona, è promossa dall’assessorato alla cultura del Comune di Ancona. Si tratta di una tendenza che, negli ultimi anni, si è rafforzata, come mostra il numero crescente di iniziative culturali che si misurano con le “parole” nei diversi campi, nonché di iniziative editoriali, come mostrano alcune recenti pubblicazioni: dai libri dello scrittore Enrico Carofiglio, che denuncia “la manomissione delle parole” (nel libro omonimo) e del giornalista Piergiorgio Liverani, che (nel suo Dizionario dell’antilingua) analizza “le parole dette per non dire quello che non si ha il coraggio di dire”, alla collana avviata da Rosenberg e Sellier e finalizzata a “curare” le parole “ammalate” del nostro tempo per tornare al loro significato più pieno.
Proprio con questo intento, da sedici anni consecutivi si tiene ad Ancona la rassegna in cui si riflette filosoficamente su alcune parole in compagnia di noti pensatori. La rassegna, ormai storica, si articola in due cicli: gli Incontri con i filosofi di sera al Teatro Sperimentale, e le lezioni pomeridiane della Scuola di filosofia al Rettorato dell’Università Politecnica delle Marche (g.c.). Nell’uno e nell’altro caso si vuole sollecitare un esercizio del pensiero a livello pubblico nella convinzione che la persone e la democrazia hanno bisogno di alimentarsi di riflessione e di discussione nella ricerca di autenticità, e le parole giocano un ruolo importante. Così, su un tema generale rinnovato di anno in anno, si individuano alcune parole-chiave che ne permettono un approfondimento e un aggiornamento con ricadute sul piano individuale non meno che civile.
Per la sedicesima edizione di questi incontri sono state poste a tema alcune “ Questioni di frontiera ” come fede, razionalità, moralità e infinito che sono, appunto, alla frontiera tra filosofia e, rispettivamente, religione, logica, etica e scienza: se ne occupano quattro studiosi che con le loro opere sono attualmente al centro di un sollecitante dibattito. Così nel primo incontro della serie Vito Mancuso , autore ieri de L’anima e il suo destino, e oggi di Io e Dio: due best-sellers discussi e, se si vuole, discutibili, che hanno il merito di richiamare l’attenzione sul tema della fede , la quale sarà colta, al di là delle sue declinazioni confessionali, nel cuore della sua radicalità antropologica. Del secondo incontro sarà protagonista una pensatrice, Franca D’Agostini , la quale ha dedicato alla verità alcuni testi fondamentali, tra cui una stimolante Introduzione alla verità e una coinvolgente denuncia della Verità avvelenata nel dibattito pubblico: ad Ancona questa epistemologa parlerà delle diverse forme di razionalità . Il terzo pensatore sarà Francesco D’Agostino , figura molto nota per gli incarichi che ha ricoperto (presidente del Comitato nazionale di bioetica e presidente dell’Unione dei giuristi cattolici italiani): a lui è stata affidata una problematica, quella della moralità , che oggi è particolarmente sentita sul piano normativo e applicativo, e su cui questo filosofo del diritto ha scritto libri importanti, tra cui Diritto e giustizia e Bioetica e biopolitica. Infine Margherita Hack concluderà la serie degli incontri 2012, ragionando sull’ infinito , oggetto del suo libro più recente (Il mio infinito, dove riflette su Dio, la vita e l’universo), che documenta ancora una volta la sua grande passione per la scienza, cui ha dedicato la sua vita di ricercatrice di alto livello e di divulgatrice di grande qualità, tanto da meritarsi molteplici riconoscimenti a livello nazionale e internazionale. Diversamente dai precedenti incontri, che si terranno come di consueto al Teatro Sperimentale, l’incontro con la Hack si svolgerà nell’aula magna dell’Università Politecnica delle Marche (g.c.), in modo da contenere il numeroso pubblico che ad Ancona (come in altre città) questa scienziata immancabilmente richiama.
Parallelamente a questi incontri è in programma l’altro ciclo denominato a
A scuola di filosofia con Giancarlo Galeazzi, il quale quest’anno
affronterà i
Fondamentali del pensiero
e precisamente:
il vero, il buono, il bello e il sacro: è
l’occasione per affrontare dal punto di vista storico e teoretico le perenni
tematiche speculative, morali, estetiche e religiose che da sempre interpellano
l’uomo nella sua ricerca veritativa e valoriale.
In tal modo – afferma il curatore Galeazzi- “con discorsi brevi sui grandi
temi della filosofia e con la piccola scuola del pensiero
filosofico (per usare due titoli di libri: di André Comte-Sponville e di
Karl Jaspers) si vuole permettere a un vasto pubblico di confrontarsi con
studiosi che aiutano in diversa maniera a riappropriarsi delle parole, di cui il
nostro lessico non può e non deve fare a meno”. D’altra parte -sottolinea
l’assessore Nobili- “il successo, che da sedici anni si accompagna a Le
parole della filosofia, sta a testimoniare che è più avvertito di quanto
non si pensi il bisogno di misurarsi con il pensiero”. E forse occorre
ritradurre per il nostro tempo l’ammonimento socratico: “insegnate ai cittadini
ad argomentare bene, a seguire la dialettica dei concetti, e prevarranno i
migliori".
Informazioni:
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